La tecnologia ha fatto davvero passi da gigante e negli ultimi decenni sono cambiate tante cose. Siamo cambiati noi.

Ricordate i telefoni di anni fa?
Il primo cellulare ci sembrò qualcosa di portentoso, estremamente utile ed innovativo.

Le sue funzioni erano “primitive” rispetto ad oggi : si potevano effettuare e ricevere chiamate e veniva usato in modo equilibrato.

Poi sono arrivati gli sms, internet, gli mms, la posta elettronica, i social … e i cellulari sono diventati i nostri “signori e padroni” : guai restare senza, guai a non consultarli continuamente.

Sempre con la testa china su questi strumenti, sempre più dipendenti. Ovunque.
Al lavoro, al ristorante, a scuola, per strada, in auto, a tavola, a letto …

Già, a letto, fino a tarda ora.
Come fanno soprattutto i ragazzi, come ha fatto la ragazzina di 14 anni la cui storia vogliamo raccontarvi oggi.

Le Thi quella mattina non rispondeva alla madre che cercava di svegliarla.
Sembrava priva di sensi e i genitori, allarmati, l’avevano portata subito in ospedale.

Le Thi è morta e le cause del decesso comunicate ai genitori dai medici, hanno sconvolto la coppia.
La ragazza è morta a causa di una scossa elettrica.
I genitori non riuscivano a capire in che modo potesse essere accaduto, finché non hanno controllato il letto della figlia e la scoperta è stata scioccante.

Nel letto, sotto il cuscino , c’era il caricabatterie del cellulare di Le Thi. Era ancora collegato allo smartphone, ma un’estremità era completamente bruciata.

La polizia ha confermato nel suo rapporto il motivo del decesso :
il caricabatterie probabilmente difettoso e sistemato alla buona dalla ragazza con del nastro adesivo, aveva emanato la scossa elettrica fatale.

Quella di tenere il telefono sotto il cuscino, è una brutta abitudine che hanno in molti.

I genitori di Le Thi hanno voluto condividere questa storia affinché sia di monito per tutti, ragazzi e adulti.

Non appoggiate gli smartphone nel letto, teneteli piuttosto sul comodino!

La piccola Le Thi che vediamo nella foto, ha pagato con la sua giovane vita un’imprudenza che nessuno immaginava potesse essere fatale.

Condividete questa storia, affinché sia di monito e faccia riflettere tutti noi.

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